venerdì 4 novembre 2011

Anger

Soundtrack: "Duality" - Slipknot


Cosa rende una persona violenta?
Qual'è la discriminante che tramuta la rabbia in azioni concrete di violenza?
Oggi mi è capitato di pormi queste domande...

Inizialmente pensavo che la discriminante fosse l'occasione,
il momento.
Trovarsi di fronte all'oggetto da cui scaturisce il nostro odio,
nel momento in cui il sangue pompa tutta la rabbia che abbiamo in corpo con la potenza di un uragano,
può fare di un uomo,
può fare di me una persona violenta.

Per un momento ho davvero creduto che fosse così.
Ho pensato che se avessi potuto vedere in quell'istante negli occhi quella persona,
probabilmente non mi sarei fermato.
Probabilmente avrei sfogato tutta la mia violenza sul suo corpo.
Probabilmente,
anzi, sicuramente,
avrei commesso una cazzata.

Tutto questo a mente calda.
Con i ragionamenti offuscati da una patina di rabbia,
tangibile come il legno della porta su cui ho scagliato il mio pugno prima di uscire di casa.

Poi il sangue ha rallentato.
E così i pensieri si sono fatti un po' più chiari.
Quella patina così tangibile, è diventata più rarefatta.

Ho capito che ciò che ci permette di non diventare violenti è una scelta.
La scelta di non agire in quel modo,
anche se il desiderio è innegabile.
Autocontrollo.
Coerenza.
Consapevolezza inconscia che quell'azione violenta non risolverebbe il vero problema.

Ora mi trovo qui,
insonne,
incapace di terminare una giornata che vorrei solo dimenticare.

Ripenso a quella domanda.
Non riesco a farne a meno.

E non so se stasera, per me,
sia stata la scelta o l'occasione a impedirmi di diventare violento.
So solo che la rabbia non svanisce,
e che questa situazione deve cambiare.
In un modo o nell'altro.

Non credo di essere mai stato tanto vicino all'esplodere.
Non voglio e non devo mai più trovarmi in una situazione del genere.

A volte le persone non si rendono conto di come le loro azioni hanno delle conseguenze nella vita degli altri.
Se bastasse un pugno per farglielo capire,
credetemi, non esiterei.
Ma so che non è questa la soluzione.

Ora, vorrei solo dormire...
Il sonno, non ha odio.


"L'odio, deve rendere produttivi..."
(Karl Kraus)


6 commenti:

  1. ho appena finito di leggere un post sugli episodi di roma di qualche settimana fa e ora leggo il tuo post...per me la violenza non dipende nè da una scelta, nè da un'occasione. E' qualcosa di innato che ti porti dentro, come la cattiveria, se sei violento, non c'è scelta o occasione che tenga, sei violento è basta, è il tuo modo di reagire e purtroppo si può solo calmare ma non può scomparire.

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  2. Libero arbitrio è quello che abbiamo. Una scelta l'abbiamo sempre...e il sonno alla fine divora sempre tutto anche l'odio.

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  3. Nella vita ognuno di noi ha una scelta. E Io credo che tu abbia fatto la scelta più giusta.
    Tu sei una persona troppo intelligente per "scegliere" di essere violento. E questo ti fa onore.
    Capisco che alle volte la tolleranza verso certe persone diventa pari a zero, ma mai cadere nella violenza, che non porta a nulla, e che forse poi ti fa sentire anche peggio. Lo so, credimi.
    un abbraccio a te e Giulia.

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  4. Non tutti nascono violenti, a volte elementi intorno o situazioni brutte ti porta a farti attirare dalle sirene della violenza. A quel punto devi essere forte, ignorare i richiami e calmarsi.

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  5. Bellissime queste parole e molto vere, anche se capisco che a volte occorre un autocontrollo illimitato......
    Le tue foto stupende...........te l'avranno detto in tanti, ma lascia che te lo ripeta anch'io ...bravissimo!!!
    Emi

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  6. "l'odio appartiene ad attimi di impotenza" (F.V.)

    ally

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