Soundtrack: "Auschwitz" - Francesco Guccini
Ogni volta che ascolto questa canzone,
Ogni volta che leggo queste parole,
è per me il momento della Memoria.
Ricordare,
oggi,
domani,
sempre.
"So che non posso in nessun modo convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non mi interessa.
Io sono io.
Mi chiamo Valerie.
Non
credo che vivrò ancora a lungo e volevo raccontare a qualcuno la mia
vita. Questa è l'unica autobiografia che scriverò e … Dio… mi tocca
scriverla sulla carta igienica.
Non ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia.
Mia nonna aveva una fattoria e mi diceva sempre che "Dio è nella pioggia".
Superai l'esame di terza media ed entrai al liceo femminile.
Fu
a scuola che incontrai la mia prima ragazza: si chiamava Sara. Furono i
suoi polsi… erano bellissimi. Pensavo che ci saremmo amate per sempre.
Ricordo che il nostro insegnante ci disse che era una fase
adolescenziale, che sarebbe passata crescendo. Per Sara fu così, per me
no.
Anni dopo mi innamorai di Christina.
Quell'anno
confessai la verità ai miei genitori. Non avrei potuto farlo senza
Chris che mi teneva la mano. Mio padre ascoltava ma non mi guardava. Mi
disse di andarmene e di non tornare mai più. Mia madre non disse niente,
ma io avevo detto solo la verità, ero stata così egoista? Noi svendiamo
la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l'unica cosa che
abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio… All'interno di quel
centimetro siamo liberi.
Avevo sempre saputo cosa fare nella vita. Recitai nel mio primo film: "Le pianure di sale".
Fu il ruolo più importante della mia vita, non per la mia carriera ma perché fu lì che incontrai Ruth.
La prima volta che ci baciammo, capii che non avrei mai più voluto baciare altre labbra al di fuori delle sue.
Andammo a vivere insieme in un appartamentino.
Lei coltivava le Scarlett Carson per me nel vaso sulla finestra e la nostra casa profumava sempre di rose.
Furono gli anni più belli della mia vita.
Ma la guerra divorò quasi tutto e alla fine arrivò.
A quel punto non ci furono più rose… per nessuno.
Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole. Parole poco comuni come concentramento e risanamento divennero spaventose, mentre cose come Ariano e nazionalsocialismo divennero potenti. Ricordo come diverso diventò pericoloso.
Ancora non capisco perché ci odiano così tanto.
Presero Ruth mentre faceva la spesa.
Non ho mai pianto tanto in vita mia.
Non passò molto tempo prima che venissero a prendere anche me.
Sembra
strano che la mia vita debba finire in un posto così orribile, ma per
tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno.
Morirò
qui… tutto di me finirà… tutto… tranne quell'ultimo centimetro… un
centimetro… è piccolo, ed è fragile, ma è l'unica cosa al mondo che
valga la pena di avere.
Non
dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo
rubino… Spero che chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo
posto; spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio ma quello che
spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico
che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non
riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai… io ti amo, dal più
profondo del cuore…
Io ti amo."
Valerie
Liberamente tratto da V per Vendetta.