domenica 10 aprile 2011

I Love Closing Credits

Soundtrack: "Anji" - David Graham (Eseguita da Simon & Garfunkel)



Sì, i titoli di coda piacciono pure a me.
Magari non così tanto da usarli come asso nella manica al primo appuntamento,
ma mi piacciono.
O forse li leggo, semplicemente, come Bart.


Sì perché anche l'apparentemente insignificante gesto di leggerli,
non è poi così indifferente.
O per lo meno, trovo sia importante nei confronti di chi effettivamente è parte costitutiva di quelle colonne troppo spesso ignorate.

Penso spesso al fatto che dietro al nome che lentamente scorre sullo schermo nero esista una persona in carne e ossa.
Una persona con una voglia pazzesca di trapassare lo schermo,
sbucare fuori dal vetro della tua televisione o dal telo della tua abituale sala cinema,
prenderti per la maglia e sbatterti in faccia un bel: 


"ma vuoi farmi il cazzo di piacere di degnarti di avere il rispetto di leggere anche il mio nome?
Io che mi sono fatto il culo per questo film tanto e forse di più della superstar strapagata che hai letto nei titoli di testa?"

Si, perchè nei titoli di testa, quelli sei costretto a vederli per non perdere la trama (e quindi, visto che non hai altro da fare, inconsapevolmente li leggi), ci vanno solo le star, quelli importanti, o quelli coi soldi.
Tutti gli altri stronzi che lavorano come muli non se li caga nessuno.
Assieme ai titoli di coda.

Mi stanno proprio sul culo le persone che scappano via appena finito il film.
 Di corsa, come se avessero chissà quale fretta.
E tanti cari saluti ai "Closing Credits".
Archiviati con disprezzo inconscio quanto pesante.

Che poi, pensandoci bene, non è nemmeno colpa loro.
Io che vorrei stare li per leggere anche il nome del magazziniere degli Studios,
non posso.
Non posso perché con la stessa velocità con cui i fenomeni di cui sopra lasciano la sala,
entra il tizio incaricato di fare le pulizie.
E che cazzo! Lasciami il MIO tempo.
Lasciami rimanere fermo a meditare sul film dopo averlo visto
in compagnia di musiche solitamente eccezionali, tenute a posta per i titoli di coda e che per questo finiscono nel dimenticatoio.
Lasciami il mio momento sacro.
Lasciami riassaporare ogni dettaglio,
l'emozione o il disgusto,
la gioia o la tristezza,
il dolore o il sollievo.
E' la mia messa, 
il mio rito.

Se solo mi sentisse Bart.
Forse, io sono davvero come Andrea.
Amo i titoli di coda.


E voi?


 

domenica 3 aprile 2011

I Went To a Concert And I... Fucked Through The Crowd...

Soundtrack: "Il Diluvio", "Benzina Ogoshi", "Nicotina Groove" & "L'Odore" - Subsonica


Subsonica Live @ Palaolimpia di Verona

Cosa cazzo pensano di fare?
Di iniziare il concerto con tutte le luci abbassate sul palco?
Si.
Cazzo, si.
Capiamo subito che non sarà un normale concerto.




La musica ruvidamente mi avvolge.
I bassi pulsano nelle viscere.
Il suono sembra arrivare da ogni direzione.
Luci incadescenti bruciano gli occhi di adrenalina e calore,
nel loro ascendente movimento,
sincronia perfetta con le melodia che sale.
Cresce.
Pompa.
Esplode.

Liberiamo la testa subito.
Non c'è tempo di pensare.
Il corpo non si ferma.
Non può fermarsi, trasportato da Nuvole Rapide.
Travolto dal Diluvio.
Aurora sogna, e noi con lei.
Sognamo, viviamo, balliamo.
E' vero, si vive di cose che fanno male.
Ma Sul Sole, abbiamo creato il nostro Eden.
Ci basta la Funzione, e siamo Liberi Tutti.

Potrai non fermarmi mai.
Vorrei non fermarmi mai.
Sudore, fumo, vita.
Adoro questo Veleno.

Quando assisti a un concerto come questo,
arriva un momento preciso di lucidità.
In quell'istante ti fermi.
Tutto intorno a te il mondo si muove,
la terra gira,
la terra trema,
la terra brucia.
Lì ti rendi conto che tutti i tuoi problemi,
i casini che puoi avere,
le preoccupazioni,
il resto,
non conta. 
Semplicemente, non esiste.
Sorridi.
Consapevole, felicemente consapevole.
E torni a far parte della canticchiante e danzante gioia di questo mondo.

Non sei più un singolo.
Sei parte di qualcosa di più grande.
Sei oggetto costitutivo e integrante di una connessione.
Una connessione non tangibile,
ma più potente e salda di qualsiasi altra.
Diveniamo tutti un unico corpo pulsante.
Siamo un'unica anima che sente.
Sente, vive, si muove.

L'emozione che ne deriva è simile all'orgasmo.
Intensa, ruvida, egocentrica.
Totale assenza di pensieri.
Piacere puro.
Vibrazioni, sudore, vita.
Questo avviene solo quando riconosci nella musica che stai ascoltando una parte di te.
Vivere un concerto con quella sensazione,
è come fare l'amore.

E' ora di chiudere.
Non riesci a crederci che questo momento sia arrivato.
Eppure, sono passate quasi due ore e mezza.
Tutti i miei sbagli.
Non poteva che essere lei a salutarci...
O forse no?

No.
Perché come dopo questa unione,
questo amplesso globale,
nasce un bisogno vizioso.
Nicotina Groove.
Non posso che accendermi una sigaretta.
Aspiro lentamente.
Chiudo gli occhi.
Sento il fumo scendere lentamente nei polmoni,
per poi uscire con altrettanta calma.
Un momento di pure e naturale perfezione.
Il loop volge al termine,
le luci si accendono.
Ora, solo il silenzio.
Fine.



NO!
La passione che abbiamo sprigionata è talmente tanta che non vogliamo finisca qui.
Ancora una.
L'ultima unione.

"Come un solco, tracciato all'improvviso.
Senza certezze, senza prudenza.
Il suono, le parole.
Ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo ostaggi di un amore,
che esplode ruvido di istinto e sudore..."


Grazie Subsonica


venerdì 1 aprile 2011

Dawn Of Victory

Soundtrack: "Dawn Of Victory" - Rhapsody Of Fire


Ciò che rende un momento realmente speciale è l'attesa.
Il lento, inesorabile trascorrere dei secondi.
interminabile o fulmineo.
Un istante, o l'eternità.
Questo principio,
si sposa perfettamente con il desiderio di rinascita,
la ricerca di un nuovo inizio,
la promessa di una vita nuova.
Questo è, in fondo, l'alba.

Tutto inizia molto tempo prima.
Nel cuore della notte.
Quando i più chiudono gli occhi,
si compie una scelta.
Una precisa decisione.
Si fa un patto con l'attesa.
La si accetta, la si ama.
Consapevoli di ciò che sarà in grado di donarti.

Tenebre.
Oscurità.
La notte nera come il nulla.
L'attesa gioca dei brutti scherzi a volte.
Toglie la speranza.
Insinua il dubbio.
Fa crollare la terra sotto i piedi.
E se il cielo, per un semplice capriccio,
volesse negarti ciò che hai così tanto agognato?
Una nuvola,
un velo di dipinto di tristezza,
e tutto può svanire.

Giunge la luce,
tutto si fa più chiaro.
La speranza muore con l'oscurità.
Il giorno è nato, 
ma non il sole.



Hai già compiuto due passi indietro.
La destinazione è la disperazione tra le mura di casa.
Quando accade.
Il tuo sguardo è rivolto altrove.
Ma non ti servono gli occhi per capire cosa succede.
Lo senti dentro.
Ti penetra nelle ossa.
Rimbalza nel cuore.
Come un'ondata di calore, si sprigiona in tutto il tuo corpo.
Ora sì, finalmente, volgi lo sguardo.
E lui è lì, ad attenderti...

 

Tenue, pallido, indifeso.
Timido, fa capolino dall'orizzonte.
Come ogni nuovo nato,
ha bisogno di respirare 
per rendersi conto a pieno della vita che lo attende.
L'attesa, onnipresente,
ti regala gli ultimi attimi di compagnia.
Istanti di gioia,
in attesa di vedere il fuoco bruciare il cielo.
 


 

 

 

 
Gloria,
Gloria Perpetua..
In this Dawn Of Victory!


 


 
***Photos***

 Tempo: 20 Agosto 2010
Luogo: Lido Degli Estensi