lunedì 21 novembre 2011

Colour Punch

Soundtrack: "Watercolour" - Pendulum


Parole.
Ci sono momenti in cui sono fondamentali.
Esprimono un significato.
Veicolano un messaggio.
Spaccano la solitudine,
ci uniscono al mondo.
Ma servono davvero, ora,
le parole?
Un pugno di colori.
La forza dell'imediatezza visiva.
Nient'altro da dire...
 














 

 








 
 "Amo i colori, tempi di un anelito inquieto, irresolvibile, vitale, spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici "perché" del mio respiro"
(Alda Merini)





























 
 "I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni"
(Pablo Picasso)

















 






 







Tempo: 8 Novembre 2011
Luogo: Padova


lunedì 14 novembre 2011

Fall Leaves

Soundtrack: "Autumn" - Paolo Nutini

 
"O Autumn, laden with fruit, and stainèd
With the blood of the grape, pass not, but sit
Beneath my shady roof; there thou may'st rest,
And tune thy jolly voice to my fresh pipe,
And all the daughters of the year shall dance!
Sing now the lusty song of fruits and flowers.

`The narrow bud opens her beauties to
The sun, and love runs in her thrilling veins;
Blossoms hang round the brows of Morning, and
Flourish down the bright cheek of modest Eve,
Till clust'ring Summer breaks forth into singing,
And feather'd clouds strew flowers round her head.

`The spirits of the air live on the smells
Of fruit; and Joy, with pinions light, roves round
The gardens, or sits singing in the trees.'
Thus sang the jolly Autumn as he sat;
Then rose, girded himself, and o'er the bleak

Hills fled from our sight; but left his golden load"

(William Blake)
  


 


 
"I love the fall.  I love it because of the smells that you speak of; and also because things are dying,
things that you don't have to take care of anymore, and the grass stops growing."
(Mark Van Doren)

 

 


 
"Never say there is nothing beautiful in the world anymore. There is always something to make you wonder in the shape of a tree, the trembling of a leaf."
(Albert Schweitzer)
 
 

 
 

 
"Winter is an etching, spring a watercolor, summer an oil painting
and autumn a mosaic of them all."
(Stanley Horowitz)

 

  


 
"On such a day each road is planned
To lead to some enchanted land;
Each turning meets expectancy.
The signs I read on every hand.
I know by autumn's wizardry
On such a day the world can be
Only a great glad dream for me."
(E.M. Jewett)

 

 
 

 
 "After the leaves have fallen, we return
To a plain sense of things.  It is as if
We had come to an end of the imagination,
Inanimate in an inert savoir."
(Wallace Stevens)
  
 

 


 
"Everyone must take time to sit and watch the leaves turn." 
(Elizabeth Lawrence)
 



"Autumn leaves under frozen souls,
Hungry hands turning soft and old,
My hero cried as we stood out there in the cold,
Like these autumn leaves I don't have nothing to hold.

Handsome smile, wearing handsome shoes,
Too young to say, though I swear he knew,
And I hear him singing while he sits there in his chair,
While these autumn leaves float around everywhere..."

(Paolo Nutini)






 Tempo: 08 Novembre 2011
Luogo: Padova






venerdì 4 novembre 2011

Anger

Soundtrack: "Duality" - Slipknot


Cosa rende una persona violenta?
Qual'è la discriminante che tramuta la rabbia in azioni concrete di violenza?
Oggi mi è capitato di pormi queste domande...

Inizialmente pensavo che la discriminante fosse l'occasione,
il momento.
Trovarsi di fronte all'oggetto da cui scaturisce il nostro odio,
nel momento in cui il sangue pompa tutta la rabbia che abbiamo in corpo con la potenza di un uragano,
può fare di un uomo,
può fare di me una persona violenta.

Per un momento ho davvero creduto che fosse così.
Ho pensato che se avessi potuto vedere in quell'istante negli occhi quella persona,
probabilmente non mi sarei fermato.
Probabilmente avrei sfogato tutta la mia violenza sul suo corpo.
Probabilmente,
anzi, sicuramente,
avrei commesso una cazzata.

Tutto questo a mente calda.
Con i ragionamenti offuscati da una patina di rabbia,
tangibile come il legno della porta su cui ho scagliato il mio pugno prima di uscire di casa.

Poi il sangue ha rallentato.
E così i pensieri si sono fatti un po' più chiari.
Quella patina così tangibile, è diventata più rarefatta.

Ho capito che ciò che ci permette di non diventare violenti è una scelta.
La scelta di non agire in quel modo,
anche se il desiderio è innegabile.
Autocontrollo.
Coerenza.
Consapevolezza inconscia che quell'azione violenta non risolverebbe il vero problema.

Ora mi trovo qui,
insonne,
incapace di terminare una giornata che vorrei solo dimenticare.

Ripenso a quella domanda.
Non riesco a farne a meno.

E non so se stasera, per me,
sia stata la scelta o l'occasione a impedirmi di diventare violento.
So solo che la rabbia non svanisce,
e che questa situazione deve cambiare.
In un modo o nell'altro.

Non credo di essere mai stato tanto vicino all'esplodere.
Non voglio e non devo mai più trovarmi in una situazione del genere.

A volte le persone non si rendono conto di come le loro azioni hanno delle conseguenze nella vita degli altri.
Se bastasse un pugno per farglielo capire,
credetemi, non esiterei.
Ma so che non è questa la soluzione.

Ora, vorrei solo dormire...
Il sonno, non ha odio.


"L'odio, deve rendere produttivi..."
(Karl Kraus)