venerdì 6 maggio 2011

Brand New Day

Soundtrack: "Ocean Avenue" & "Cut Me, Mick" - Yellowcard


"...Bring me back to life..."


Capita che una mattina ti svegli, 
apri gli occhi,
e sorridi.
Non c'è un motivo particolare.
Non è cambiato niente di sostanziale rispetto a ieri sera, quando ti sei coricato.
Non hai dimenticato.

Semplicemente, oggi è uno di quei giorni.
Uno splendido giorno di primavera.
 Il sole risplende alto in un cielo così sereno che pare dipinto.
Il vento, accarezza delicato il tuo volto.

Oggi è uno di quei giorni,
in cui puoi rimanere imbottigliato nel traffico,
in cui il tempo di percorrenza della strada che ogni giorno fai viene raddoppiato,
e tu non te la prendi.
Sorridi, e canti a squarciagola,
abbastanza forte da farti sentire dai tuoi vicini di coda,
che dalle loro auto si domandano cosa mai avrai da essere tanto felice in tutto sto casino.

Oggi è uno di quei giorni,
quelli da cinque macchine rosse di fila,
sinonimo di splendida giornata.

Oggi è uno di quei giorni,
in cui lo studio non pesa,
in cui non ti accorgi nemmeno che la lezione è finita,
in cui trovi il pretesto per sorridere a ogni occasione.

Oggi è uno di quei giorni,
in cui tutto va spontaneamente nella direzione giusta.
In cui rivedi una persona speciale dopo tanto tempo,
e trascorri con lei attimi di vita vera,
che ieri, per un istante, avevi dimenticato cos'erano.

Oggi è uno di quei giorni.
Oggi è un nuovo giorno.
Oggi, mi sento leggero... come in volo...



 

 

 

 

 


Se è vero che la notte è più scura subito prima dell'alba,
Io, dopo aver sentito la morte così vicina,
non sono mai stato tanto attaccato alla vita...


 

***Photos***

Tempo: Agosto 2006
Luogo: Somewhere in the Sky



mercoledì 4 maggio 2011

Fragile

Soundtrack: "Faraway" - Apocalyptica feat. Linda Sundblad & "Vertigine" - Linea 77



"La pelle che brucia,
il respiro si spezza,
cuore che pompa sangue e paura.
Vertigine..."


Come si reagisce alla morte?
C'è una maniera più giusta delle altre, un libretto di istruzioni, una procedura da seguire?
C'è chi si dispera.
Chi è forte.
C'è chi si attacca alla vita.
Chi desidera la morte stessa.
Ma quale di queste è la reazione corretta?

Io, questo non lo so.
So che non ho mai sofferto di vertigini.
Nemmeno da piccolo.
Posso trovarmi lassù, in compagnia di Icaro,
raggiungere vette altissime,
volgere lo sguardo,
disobbedire al primo comandamento
e guardare giù.
E non provo alcun timore.

Eppure...
Quando ho sentito le parole che annunciavano una sentenza senza appello,
la terra mi è crollata sotto i piedi.
Il respiro s'è spezzato,
le gambe non rispondevano come avrebbero dovuto,
la pelle non bruciava, 
ardeva feroce come le fiamme dell'inferno.
Sangue e paura.
Vertigine.
Terrore del vuoto.

E non importa se la persona in questione non era a me così vicina.
Non importa se nella mia vita ci ho parlato una, cento, mille volte.
Non importa se i momenti condivisi assieme siano stati pochi o molti,
fugaci o intensi.
Tutto questo non ha importanza.
In quel momento, mi sono sentito impotente.
Fragile.
Come la foglia d'autunno che cade al suolo.

Chissà se le foglie prima di cadere sorridono o versano una lacrima.
Chissà se hanno paura o sono serene.
Chissà se loro sanno come ci si deve comportare...





lunedì 2 maggio 2011

Knowing Your Fear

Soundtrack: "Fear Of The Dark" - Iron Maiden


"La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell'ignoto".
(H.P. Lovecraft)

 

In quel momento, le parole di Lovecraft, irruppero nei suoi pensieri.
Come un fulmine nel bel mezzo di una tempesta.
Sai che sta per arrivare,
lo attendi con ansia e trepidazione,
ma quando infine squarcia il cielo con tutta la potenza di cui la natura lo ha dotato,
non puoi che rimanerne stupito.
Allo stesso modo, quelle parole si insinuarono nella sua mente.

Ripensò alla sua infanzia.
  La casa dove abitava con i nonni paterni, si perdeva tra la desolata campagna della Louisiana.
Accanto all'abitazione, si ergeva maestoso il fienile.
Adiacente, un'antica rimessa conteneva gli attrezzi da lavoro nei campi.
Sin da piccolo, la curiosità che emanava quel luogo lo seduceva.
C'era qualcosa di misticamente ammaliante in quella grigia struttura.
Ma la sua curiosità, era pareggiata soltanto dalla sua paura.
 Il dolce e terrificante piacere della paura.
Nonostante i numerosi tentativi, non riuscì mai a entrare in quel luogo.

Arrivava nei pressi delle grandi vetrate sul lato Sud,
cingeva con le mani gli occhi all'altezza delle sopracciglia,
si appoggiava nel tentativo di scrutare l'ignoto.
Dopo pochi istanti, correva sui suoi passi verso il sicuro rifugio della sua camera da letto.
Fu così per molti giorni, per molte settimane, per molti mesi.
Si trasferì in un collegio nella vicina città,
passarono gli anni,
ma lui non entrò mai.


Un sorriso amaro si stagliò sul suo volto, al pensiero di quei ricordi.
Ora, quindici anni dopo,
si trovava nuovamente di fronte a quelle finestre.
Era nello stesso punto in cui aveva patito tanto timore in passato.
I suoi piedi poggiavano sulle medesime orme lasciate dal bambino che lui era stato un tempo.
Ma qualcosa era irrimediabilmente e orribilmente cambiato.
Nella sua condizione, anche Lovecraft si sarebbe ricreduto.
Lui, non aveva più paura dell'ignoto.
Lui, sapeva esattamente cosa si celava dietro quelle vetrate che ricordava più grandi.
Lui, sapeva.
E ne era terrorizzato...



 

 

 

 

***Photos***

Tempo: 25 Aprile 2011
Luogo: Villafranca di Verona